Kevin Blechdom, Hamdi Makhlouf on sentireascoltare.com

Kevin Blechdom, Hamdi Makhlouf
7+1
Tsuku Boshi Records

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Kevin Blechdom torna alla ribalta con un’altra collaborazione, e ancora una volta riesce a toccare sonorità alle quali non ci aveva minimamente abituato. Tutto questo grazie a un incontro con Hamdi Makhlouf avvenuto in Tunisia presso l’Ennejma Ezzahra, un centro di musica araba e mediterranea, per un seminario tenutosi alla fine del 2011. Il risultato è questo 7+1, un lavoro il cui significato va innanzitutto ricondotto a una frase chiave che leggiamo nella press: “7 spices symbol of the presidency of Ben Ali and 1 popular revolution made ​​a few months auparavants” – un chiaro riferimento, dunque, alla caduta del regime dittatoriale che ha dominato la Tunisia per più di vent’anni. L’approccio edonista di Kevin Blechdom trova così nuove modalità nelle musiche arabo-tunisine di Hamdi Makhlouf, una tabula rasa per chi la ricorda terrrorista sonica con Matmos e J Lesser, nel duo Blectum From Blechdom, ma anche per chi aveva apprezzato il folk country solista di Gentlemania.
Il banjo e l’oud in veste del tutto arabeggiante aprono a una sorta di ballad western-mediorientale (Hasir Ho Down), in cui anche le voci sussultorie, soprattutto quella di Hamdi, fungono da strumento melodico (Meditation). Il loro girovagare sonoro sembra ispirato, nello stile, all’avanguarda di Glenn Branca, e dietro questa ricerca si giunge a momenti che mescolano classicismi alla Wim Mertens, “acusticismi” alla Thurston Moore (Phalanges) e sonorità di stampo popolare sudeuropeo. Le tastiere non sono del tutto abbandonate, qua e là fanno da contorno in tappeti wave ambient (Into Waves) o si bagnano di sapori prog rock (Thk) a supporto di virtuosismi decadenti acustici. C’è anche spazio per una rivisitazione tributo ai Dueling Banjos di Arthur Smith e Don Reno (Deliverants) e per una cover di Tim Buckley e Larry Beckett (Song To The Siren) che dilata i tempi dell’originale, mantenendo alto il livello di emotività anche grazie alla bravura canora di Kevin Blechdom e Hamdi.
7+1 è un disco senza confini, arabo e americano assieme. Da un lato, l’elettronica e il country-folk con quel retroterra di performance teatrali visual-art ed elucubrazioni digitali, dall’altra le ricerche e il jazz del tunisino. Innegabile un discorso didattico e un poco di nostalgia anche per l’irriverenza creativa degli esordi, anche se per quella c’è già una reunion in atto con Blevin Blectum. Le Blectum From Blechdom stanno per tornare.

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